Beata ignoranza -Recensione

 

Beata ignoranza è un film del 2017 diretto da Massimiliano Bruno con Marco Giallini e Alessandro Gassmann, attualmente nelle sale cinematografiche.

Scontro generazionale tra mondo social e tradizionale dei due protagonisti, idea contemporanea e interessante ma sviluppata malissimo.

Il film si presenta confusionario, con una sceneggiatura banale che in alcuni punti tende al surreale, il rapporto padre – figlia è contraddittorio, non è chiaro il ruolo di Giallini che a tratti ha atteggiamenti e battute da  padre cattivo e nelle scene successive appare come  amicone affettuoso, improbabile che la figlia appaia all’improvviso dopo dieci anni con la proposta di girare un documentario ma soprattutto poco credibile che abbiano deciso subito di sconvolgere la propria vita quando nella realtà difficilmente chi ha una dipendenza avrebbe accettato di partecipare all’esperimento, scena del crollo del palazzo di Giallini  incommentabile e ridicola, e personaggio della cameraman davvero forzata nei dialoghi.

Rapporti raccontati con superficialità e personaggi con comportamenti contraddittori. Si rivolgono a pubblico con intento di coinvolgere e divertire ma non ci riescono.

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Purtroppo si posiziona in classifica insieme alle solite commediucce italiane a cui siamo abituati perché aver tra gli attori personaggi che stanno cavalcando l’onda del successo non basta per avere un prodotto degno di essere guardato.
Indubbia bravura degli interpreti, ma il film è decisamente scadente e senza struttura.

Passatempo solo e puro se proprio non avere di meglio da fare o guardare.
Banale banale banale.

 

Voto 2/5

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