Moonlight – Recensione

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Ed eccoci al Re che ha spodestato La La Land, regalandogli generosamente tre minuti di gloria, si tratta del chiacchieratissimo Moonlight oscar 2017 come miglior film del regista Barry Jenkins.

Moonlight, diversamente da La La Land, non parla di sogni ma di realtà nuda e cruda, quella delle strade delle periferie di Miami fatte di spaccio e pregiudizi.

Le tematiche sono attuali:  omosessuali discriminati, afroamericani che spacciano, famiglie povere, bulli  e altri cliché di questo tipo.

La trama è basata sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, solo il capitolo finale “iii. Black”  è tutta farina del loro sacco (purtroppo?).

Moonlight  è un film in cui si parla più per immagini che attraverso i dialoghi, e questo è sicuramente un punto a suo favore perché non sempre tutto è spiegabile attraverso il linguaggio, molto spesso i primi piani muti , che in questo film sono dei gioiellini, esprimono tutto.

La storia è divisa in tre capitoli che affrontano  i tre momenti fondamentali della crescita di Chiron, un ragazzo afroamericano omosessuale, interpretato da rispettivamente da:

  • Alex Hibbert (Chiron bambino)
  • Ashton Sanders (Chiron adolescente)
  • Trevante Rhodes ( Chiron adulto)

A Chiron la vita non ha regalato nulla, a volte succede, alcune persone devono grattare con le unghie il terreno per trovare qualcosa di buono, mentre altre senza meritarlo non devono chiedere mai nulla. Non so cosa sia meglio, c’è chi parla senza dire nulla, è poi c’è gente come Chiron che nel suo silenzio fa riflettere e ti dice molto di più, come quando guarda sua madre che gli urla contro un odio tossico  e lui immobile non reagisce, perché anche se viene soprannominato “piccolo” lui ha già capito molto di più di tutti gli altri, grazie o per colpa di quella sofferenza che lo ha svuotato dentro fino in fondo e gli ha insegnato ad andare avanti da solo, senza contare su nessuno.

La figura di Juan, amico-padre diventa punto di riferimento nella sua crescita , l’uomo alfa che nei primi due capitoli Chiron non riesce ad essere ma che decide di diventare per non essere più “piccolo” o solo “Chiron” la preda dei bulli, ma per divenire “BLACK“il nuovo Juan.

Mahershala Ali per l’interpretazione di Juan ha ricevuto l’Oscar come miglior attore non protagonista, personalmente ho apprezzato molto anche Naomie Harris.

Alla fine dei conti Moonlight è un film che mi ha convinto all’85%,  non ho apprezzato alcune scelte registiche secondo me troppo stereotipate e in alcuni casi forzate per suscitare emozione nello spettatore, vedi finale del primo capitolo; in alcuni momenti le riprese mi sono sembrate letteralmente barcollanti e immature; inoltre l’ultimo capitolo, nonché l’unico scritto appositamente per il film è stato quello fondamentalmente più debole in alcuni punti. Complessivamente però è un prodotto che consiglio di vedere e ben riuscito, riflessivo e struggente, racconta la realtà delle periferie americane senza mezze misure e in un periodo di forti discriminazioni razziali e poca attenzione verso le minoranze.

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Voto 4/5

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