Master of None -Recensione

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Master of None è una serie  statunitense creata da Aziz Ansari , protagonista della serie, e Alan Yang, distribuita da Netflix .

È una comedy dallo stampo fresco e contemporaneo che racconta la vita di Dev, di origini indiane ma nato e cresciuto in America, nient’altro.

È proprio questo Master of None, la vita raccontata giorno dopo giorno, fatta di amici, amori, decisioni e scelte.
La sceneggiatura ,davvero ben realizzata, e la regia hanno uno stampo diretto che mi ha ricordato moltissimo “Love“, altra serie tv in cui non ci sono gag o colpi di scena ma umanità  e realtà.

Inizialmente non parte proprio alla grande, i primi episodi non coinvolgono subito ma una volta entrati nel ritmo e nello schema della serie scorre velocemente e con molto piacere. Umorismo sarcastico e ironia racconteranno durante la stagione razzismo, conflitti di etnie, scontri generazionali e scelte quotidiane senza mai cadere nel noioso  ma offrendo una finestra sincera sull’esistenza  insicura dei trentenni di oggi.

Non è sicuramente un prodotto adatto a tutti, ma devo ammettere che escludendo i primi episodi sicuramente migliorabili,  l’ho vista con gusto e ritengo che la puntata nove sia davvero bellissima,  sono sicura che molti di noi si immedesimeranno in diverse situazioni raccontate dalla serie.

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La seconda stagione debutterà  a breve il 12 maggio 2017 e Alessandra Mastronardi  interpreterà la fiamma italiana del protagonista Dev. Le riprese della seconda stagione sono avvenute in parte a Modena.

 

Trailer prima stagione

Teaser seconda stagione :

 

Voto 4/5

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Willy, il principe di Bel Air la reunion 21 anni dopo 

Chiunque sia cresciuto negli anni ’90 conosce a memoria tutta, o almeno qualche strofa, della sigla iniziale della sit-com  Willy, il principe di Bel-Air (The Fresh Prince of Bel-Air).

A ventuno anni dalla fine dello show che ha reso celebre Will Smith, gli attori si sono incontrati per una riunione di cast a Malibù.

I fans sono impazziti dopo la pubblicazione delle foto sui profili social degli attori, sperando in un sequel del cult andato in onda dal 1990 al 1996 con un totale di 6 stagioni e 148 episodi.

Durante la reunion il cast ha ricordato James Avery, indimenticabile zio Phil, scomparso il 31 dicembre 2013, e Will Smith gli dedica un selfie di cast sul social Facebook.

 

In realtà già nel 2015 era stato annunciato che  l’attore Will Smith sta sviluppando con la sua Overbrook Entertainment un ritorno della serie ma si tratterebbe di un nuovo progetto di sit-com sullo stile del Principe di Bel Air e con nuovi attori, non un reboot vero e proprio, ammesso che il progetto vada veramente in porto.

 

Chi di voi , come me , non si è mai perso una puntata?

 

Spike Lee e la nuova serie tv su Lola Darling

She’s gotta have it, che in Italia uscì con il titolo Lola Darling,  è un film del 1986  scritto, diretto e interpretato da Spike Lee.

In questi giorni è stato comunicato che  diventerà un serie tv, ad annunciarlo è stato proprio Spike Lee,  aggiungendo che girerà la serie per Netflix.

Ha ricordato quanto il film abbia segnato una tappa importante nella sua vita, girato in soli 12 giorni e con un budget ridottissimo,  questa pellicola  è considerata il vero lungometraggio d’esordio del regista.

La produttrice sarà Tonya Lewis Lee, moglie del regista e mente che ha partorito l’idea di trasformare il lungometraggio in una serie tv.

Saranno dieci gli episodi diretti da Spike Lee , esattamente  al trentesimo anniversario dell’arrivo nelle sale di Lola Darling;  racconteranno la storia di un’artista ventenne che vive a Brooklyn  e le sue relazioni amorose con tre uomini, molto diversi fra loro, che ama contemporaneamente.

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Al momento non ci sono ulteriori informazioni sulle date, ma aspettiamoci grandi cose!

Younger -Recensione

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Younger è una serie  statunitense ideata da Darren Star,  il padre delle serie che hanno segnato l’universo femminile: Sex and the City e Beverly Hills 90210.

Basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Pamela Redmond Satran , narra le vicende di Liza – interpretata da Sutton Foster- una donna alla soglia dei quarant’anni  che cerca lavoro ma alla sua età  nessuno la assume, così decide di fingersi una ventiseienne.

Per stile e sceneggiatura si rivolge ad un pubblico giovane, fanno da padrone  i social media e le messaggistiche, spesso sostituti dei dialoghi, che entrano di diritto nel mondo delle serie tv , anche “Love” ne è un esempio.

Due  i messaggi positivi  che trasmette: ci si può sempre rimettere  in gioco nella vita  a qualsiasi età e fa capire quanto sia invalidante il pregiudizio e la categorizzazione sociale  nelle relazioni. Liza ventiseienne è in gamba , Liza quarantenne è invece ormai antiquata.

Si tratta di una comedy  da battute simpatiche e non impegnativa ma allo stesso tempo ha un impronta fresca e scorrevole, strutturata con episodi brevi  di circa venti minuti.

La trama per quanto originale non brilla per realismo, l’attrice in alcune inquadrature dimostra sicuramente più di ventisei anni, il tutto la rende poco credibile  e molto romanzata.

 

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Younger  è  una serie che consiglio a chi vuole staccare con un prodotto leggero ma che coinvolge puntata dopo puntata. Non pretende di essere laborioso e per questo va giudicato e apprezzato ,  fa il suo dovere : farti trascorre venti minuti senza pensieri e in leggerezza.

Nel cast c’è Hilary Duff da sempre evergreen  dei prodotti  per i teenager.

La prima stagione  è attualmente trasmessa da Sky, mentre in America è stata da poco confermata per una quarta stagione.

 

 
Voto 4/5

Beata ignoranza -Recensione

 

Beata ignoranza è un film del 2017 diretto da Massimiliano Bruno con Marco Giallini e Alessandro Gassmann, attualmente nelle sale cinematografiche.

Scontro generazionale tra mondo social e tradizionale dei due protagonisti, idea contemporanea e interessante ma sviluppata malissimo.

Il film si presenta confusionario, con una sceneggiatura banale che in alcuni punti tende al surreale, il rapporto padre – figlia è contraddittorio, non è chiaro il ruolo di Giallini che a tratti ha atteggiamenti e battute da  padre cattivo e nelle scene successive appare come  amicone affettuoso, improbabile che la figlia appaia all’improvviso dopo dieci anni con la proposta di girare un documentario ma soprattutto poco credibile che abbiano deciso subito di sconvolgere la propria vita quando nella realtà difficilmente chi ha una dipendenza avrebbe accettato di partecipare all’esperimento, scena del crollo del palazzo di Giallini  incommentabile e ridicola, e personaggio della cameraman davvero forzata nei dialoghi.

Rapporti raccontati con superficialità e personaggi con comportamenti contraddittori. Si rivolgono a pubblico con intento di coinvolgere e divertire ma non ci riescono.

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Purtroppo si posiziona in classifica insieme alle solite commediucce italiane a cui siamo abituati perché aver tra gli attori personaggi che stanno cavalcando l’onda del successo non basta per avere un prodotto degno di essere guardato.
Indubbia bravura degli interpreti, ma il film è decisamente scadente e senza struttura.

Passatempo solo e puro se proprio non avere di meglio da fare o guardare.
Banale banale banale.

 

Voto 2/5

Imperium – Recensione

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Imperium è un film del 2016 diretto da Daniel Ragussis e basato su una serie di eventi realmente accaduti.

La pellicola racconta la storia dell’agente FBI Michael German, interpretato da Daniel Radcliffe, che trascorse la maggior parte della propria carriera sotto copertura  all’interno di una pericolosa banda di fanatici attivisti neonazisti americani.

Daniel Ragussis è alle prime armi con la regia, aspetto che in un alcuni punti tende ad uscire fuori.

La trama è molto interessante ma avrei preferito un racconto meno romanzato e più crudo, poche le scene di violenza che a mio parere avrebbero raccontato con maggiore spessore e con un’impronta più realistica i gruppi nazisti e l’odio razziale.

Prendere spunto da scontri realmente accaduti avrebbe dato un aspetto documentaristico al film che invece racconta superficialmente una realtà fatta  per la maggior parte delle volte di aggressività e risse.

 
Daniel Ragussis poteva far decisamente meglio anche nella scelta dell’attore protagonista, purtroppo Daniel Radcliffe appare poco plausibile come infiltrato in un gruppo di neonazisti, causa ruoli precedenti si ritrova cucito addosso il ruolo da bravo ragazzo e lo spettatore fatica ad accostarlo ad un  ruolo più cattivo.

Questo personaggio inoltre non è adatto all’aspetto fisico dell attore  che non vince in credibilità , la sua figura non rientra nei canoni fisici scelti dalla FBI e ciò lo rende forzato e poco realistico.
Ovviamente anche  il paragone con  American History X è d’obbligo e difficilmente regge il confronto.

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La storia comunque è molto attuale, pellicola  interessante per i temi trattati dai numerosi  spunti di riflessione, quanto un’ideologia può annebbiare la mente e quanto un gruppo può cancellare l’individuo? 

 
Nonostante gli aspetti poco positivi evidenziati,  consiglio la visione del film, che alla fine dei conti ho guardato piacevolmente e ritengo meriti una visione, possibilmente però  in lingua originale causa doppiaggio poco esaltante.

Fanno parte del cast anche Toni Collette, Tracy Letts e Sam Trammell.

Film disponibile nel catalogo Netflix.

 

Voto 3.8/5

Mindhunter – Trailer e trama della nuova serie Netflix

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Ottobre è ancora lontano ma io ho già pensato a voi trovando qualcosa da farvi gustare  durante il prossimo autunno.

Sto parlando di Mindhunter, la nuova serie firmata dal maestro cinematografico David Fincher, già approdato nel mondo delle serie tv con alcune puntate di  House of Cards.

Si tratta di un  drama thriller, ambientato nel 1979, e basato sul libro “Mind Hunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit” del 1996 scritto dall”agente speciale John Douglas e da Mark Olshaker.

John Douglas è stato il precursore di una nuova ideologia alla base della quale il concetto di conoscere il proprio nemico, entrare nella sua mente  per poter pensare come lui e di conseguenza prevenire le sue mosse o quelle di soggetti simili.

Inizia così, durante la sua incredibile carriera, una lunga serie di colloqui con i più importanti e spietati serial killer nelle prigioni degli USA, dedicando l’ intera vita a questo scopo e consacrandosi ad oggi tra i più importanti esperti al mondo sui modus operandi dei serial killer e il tracciamento dei loro profili psicologici.

Anche Thomas Harris  trasse  da lui ispirazione per il personaggio di Jack Crawford nel Silenzio degli Innocenti.

Tema  della serie tv saranno dunque due agenti dell’FBI, impersonati da Jonathan Groff e Holt McCallany che nel 1979 intervistarono diversi serial killer in prigione per risolvere indagini aperte.

Fincher dirigerà tre episodi  e co-produrrà la serie insieme a Charlize Theron, in onda da ottobre su Netflix.

Ebbene sì, le premesse ci sono tutte!

Eccovi il trailer